L’assemblea plenaria del Consiglio Superiore della magistratura ha eletto vicepresidente David Ermini: l’ex deputato del Pd ha ottenuto 13 voti, superando il professor Alberto Maria Benedetti che ha invece riportato 11 voti. La nomina non è piaciuta però al governo, che attacca duramente la scelta. Il vicepremier Luigi Di Maio attacca: “È incredibile! Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio Superiore della Magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile. Ermini è stato eletto a marzo, si è fatto 5 anni in parlamento con il Pd lottando contro le intercettazioni: la riforma che abbiamo bloccato era proprio la sua. Ora lo fanno pure presidente. Il Sistema è vivo e lotta contro di noi”. Il Partito democratico non ci sta, reputa gravi le parole di Di Maio e attraverso le senatrici Simona Malpezzi e Valeria Valente presentano una interrogazione urgente al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, chiedendogli “se condivide le parole del vicepresidente Di Maio, fortemente lesive dell’autonomia del Csm e di David Ermini” e considerate “uno strappo istituzionale senza precedenti”. La replica di Bonafede però non si discosta molto da quella di Di Maio: “Penso che la franchezza sia un valore nelle relazioni istituzionali. Non posso non prendere atto che i magistrati del Csm hanno deciso di affidare la vice presidenza del loro organo di autonomia ad un esponente di primo piano del Pd, unico politico eletto in questa legislatura tra i laici del Csm. In questi anni, da deputato mi sono sempre battuto affinché, a prescindere dallo schieramento politico, il Parlamento individuasse membri laici non esposti politicamente. Una battaglia essenziale, a mio avviso, per salvaguardare l’autonomia della magistratura dalla politica. Evidentemente sta più a cuore al ministro della Giustizia che alla maggioranza dei magistrati. Prendo atto che all’interno del CSM, c’è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica”.