“È mia intenzione far sì che la scuola funzioni e sia di qualità su tutto il territorio nazionale. Anche nel suo rapporto con il mondo del lavoro”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti in una intervista ad Economy nella quale conferma la riscrittura della “Buona scuola”: “La legge 107 del 2015 ha prodotto danni in alcuni casi irreparabili e ha stressato fortemente il nostro sistema di istruzione. Affronteremo le novità introdotte dalla norma di volta in volta con pragmatismo e responsabilità. Correggendo ciò che non funziona e deve essere migliorato o eliminato. Abbiamo già sospeso la ‘chiamata diretta’ dei docenti, mantenendo un impegno di governo. Era stata concepita e attuata male. E per quante riguarda l’Alternanza Scuola-Lavoro stiamo già lavorando a una revisione delle Linee Guida per dare informazioni precise a tutti gli attori coinvolti in termini di obiettivi, tempi, funzionalità. L’Alternanza è un’occasione importante di contatto ira i giovani e le imprese. Non va cancellata. Va resa di qualità. Vanno riviste le finalità, vanno dati gli strumenti alle scuole, vanno controllati i progetti, diminuite le ore, va ridefinito l’impianto”. Altro aspetto importante, quello della formazione continua: “Dobbiamo estendere questa pratica anche a tutti gli ambiti della formazione e dell’istruzione, faccio riferimento al personale scolastico e universitario. Chiaramente per riuscire nel risultato è importante l’alleanza con le imprese, con le realtà lavorative, con i territori. Tra tutti questi mondi ci deve essere un dialogo produttivo e proficuo. Implementerò la possibilità di sviluppare cluster tecnologici innovativi, contesti di apprendimento informali, debate anche in lingua inglese”. Inoltre afferma che si intende puntare sugli Its “in maniera decisa, perché gli Its hanno dimostrate la loro efficacia nell’assicurare uno sbocco lavorativo ai propri diplomati. Nelle scorse settimane abbiamo siglato un provvedimento che consente di erogare 23 milioni di euro proprio per l’ampliamento dei percorsi formativi degli Its per l’anno 2018/2019″ e “dobbiamo ricordare anche le lauree professionalizzanti. Importante è la sinergia tra le diverse parti e nell’offerta”. Annuncia inoltre maggiori risorse per l’università: “Penso sia necessario elaborare un piano strategico pluriennale per l’Università e la Ricerca, affinché siano in grado di affrontare e governare le sfide del cambiamento”. (27 set – red)