Verona, 27 set – “È un evento, questo, a cui crediamo molto – sottolinea il vice presidente di Veronafiere Romano Artoni, presente in Brasile – perché il nostro Paese non è solo in grado di aumentare il proprio mercato del vino verso il Sudamerica ma anche di creare le condizioni per un’enologia importante in queste aree. I 25 milioni di italo-brasiliani sono un punto di partenza culturale fondamentale, ora dobbiamo lavorare per far sì che il know how italiano possa fare matching con questo valore aggiunto”. Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Siamo alla prima edizione ma la propensione a lavorare insieme è comprovata dalle presenze sempre maggiori degli operatori presenti a Vinitaly: solo nella scorsa edizione abbiamo contato circa 2.200 operatori del Sud-Centro America, di cui un migliaio brasiliani. Ora puntiamo ad un upgrade, dal made in al made with, ben condiviso dal ministro Centinaio”. Sul fronte delle vendite, secondo il focus di Nomisma Wine Monitor realizzato per Vinitaly, in Brasile il vino made in Italy ha registrato nel 2017 un balzo notevole, con un incremento del 48,6% a valore pari a un corrispettivo di 34,6 milioni di euro e una quota di mercato del 10,6%. Bene anche nei primi 8 mesi di quest’anno: con il sorpasso, secondo le dogane, del Belpaese sulla Francia e un’ulteriore crescita del 15,9% a quasi 20 milioni di euro, valore che pone l’Italia al 4° posto tra i fornitori del Paese dietro a Cile (market leader con 79 milioni di euro), Argentina e Portogallo. Complessivamente, lo scorso anno i Paesi dell’area Mercosur (più Cile) hanno importato vino per un totale di oltre 444 milioni di euro, con il Brasile protagonista della domanda a 325 milioni di euro, seguito dal boom di ordini di Argentina (57 milioni di euro) e Paraguay (44 milioni di euro), cresciute nel biennio 2015-2017 rispettivamente del 779% e 76%. Centottanta gli espositori di Wine South America, provenienti da 9 Paesi (Brasile, Cile, Argentina, Australia, Italia, Uruguay, Slovenia, Austria e Svizzera) per 10mila visitatori sudamericani attesi tra importatori, esportatori, distributori e operatori di Gdo, Horeca e hotellerie. Tra le merceologie, un’area è dedicata anche ai prodotti agroalimentari e al caffè. (BIG ITALY / Red)