Nessun endorsement: dopo l’intervista di ieri al Corriere della Sera, in cui Vincenzo Boccia dichiarava di “credere fortemente nella Lega” procurandosi anche gli strali dell’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, oggi il presidente di Confindustria ha precisato la sua posizione a Circo Massimo, il programma di Massimo Giannini su Radio Capital. “La mia era una deduzione – dice Boccia – La Lega governa Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, abbiamo una storia di confronti con loro, ma il governo è fatto da M5S e Lega”. Come dire: è un altro discorso. “Confindustria non si schiera politicamente. Abbiamo sempre criticato, anche aspramente, i provvedimenti con cui non eravamo d’accordo. Negarlo è una strumentalizzazione. L’unica cosa che cerchiamo è un confronto sui contenuti”. I contenuti, appunto: per quanto riguarda le proposte del governo contenute della manovra, Boccia si chiede: “Lo sforamento del deficit nella manovra del popolo porterà più crescita e lavoro? Questa è la vera domanda. Perché il problema non è soltanto più debito o meno debito, ma come lo usiamo: se per investimenti e crescita o solo per spese correnti”. Anche sulla riforma delle pensioni, la posizione di Confindustria è più complessa del semplice “sì” o “no”: “Non c’è una pregiudiziale contro quota 100, solo sulla sostenibilità dei conti. Poi avvertiamo: non è automatica la sostituzione di uno che va in pensione con uno che entra”.
(Sis)