Dopo anni di silenzio parla il fondatore di uno dei colossi dell’anti- pirateria, Eugene Kaspersky, in una intervista esclusiva per Affari e Finanza di Repubblica. “La sicurezza delle infrastrutture critiche è al primo posto delle mie preoccupazioni – afferma -, sto cercando di far passare questo messaggio ai decision maker di tutto il mondo, in modo che questa problematica venga inserita nelle agende che riguardano la difesa nazionale. E’ un problema che non può essere messo in dubbio o trascurato. La mancanza di sicurezza adeguata nelle infrastrutture critiche può avere effetti gravi, persino tragici. In quanto persona che comprende chiaramente i peggiori scenari del cyber-terrorismo, esorto tutti a ricordare che viviamo in un mondo molto fragile, che dipende totalmente dal cyber. Dovremmo proteggerci dal crimine informatico e capire anche che la possibilità di una guerra informatica è qualcosa di molto reale”. Sottolinea che “la direttiva Ue sulla privacy, il ‘Gdpr’, è stata un buon passo avanti in questa direzione. Speriamo che regolamenti di questo tipo vengano presto adottati in tutto il mondo”. Kaspersky sottolinea che “affidiamo ai nostri dispositivi mobili ogni tipo di informazione privata – banche, documenti importanti, foto e video, messaggi (spesso con dettagli molto personali) e molto altro ancora. E non molti pensano davvero alla protezione del proprio cellulare. Ma il malware mobile si sviluppa come un fulmine, come le altre minacce informatiche. Ad esempio, proprio alla fine di agosto abbiamo assistito ad un forte aumento della proliferazione del Trojan per Android Asacub, che sfrutta quella peculiare debolezza umana che è la curiosità. Una volta scaricato cliccando su un link a voi personalmente indirizzato, questo malware è in grado di leggere i testi in arrivo, inviare messaggi e intercettare importanti dati finanziari dando la possibilità di rubare denaro dai conti bancari. E cerca di contaminare tutti i vostri contatti inviando messaggi personalizzati. Questo è solo un esempio di un recente malware mobile. Ma ce ne sono molti altri”. (1 ott – red)