Roma, 1 ott – Dal 2 al 14 ottobre Moni Ovadia torna al Piccolo, al Teatro Grassi, con Dio ride, il cui sottotitolo, “Nish Koshe”, significa, in yiddish, “così così”. A 25 anni da Oylem Goylem, il regista ritrova il vecchio ebreo errante con nuove storie, umorismo e amarezza, racconti e canzoni, musica e barzellette. «Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro venticinque anni fa. Trasportava cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich, che raccontava storie di gente esiliata e ne cantava le canzoni. Dopo un quarto di secolo, – spiega Moni Ovadia – Simkha e i suoi compagni tornano per continuare la narrazione di quel popolo in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità con lo stile che ha permesso loro di farsi tramite di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni alla ricerca di un divino presente e assente, redentore che chiede di essere redento nel cammino di donne, uomini e creature viventi verso un mondo di giustizia e di pace». Appuntamento dal 2 al 14 ottobre al Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio) con le musiche dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra: Maurizio Dehò, Luca Garlaschelli, Albert Florian Mihai, Paolo Rocca, Marian Serban..(red)