Bruxelles, 2 ott – L’Europa rappresenta, ormai, un modello a livello mondiale grazie alla messa a punto del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 meglio noto come GDPR, entrato in vigore il 25 maggio 2018, volto a rafforzare e rendere omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini dell’Ue con l’obiettivo di conciliare sviluppo tecnologico e rispetto della privacy. Tuttavia, l’approccio normativo sembra non essere sufficiente ad affrontare le sfide del futuro. Il rispetto delle diverse norme di settore in materia di tutela dei consumatori, protezione dei dati, antitrust, comunicazioni elettroniche e persino in materia elettorale non basta a fornire una risposta globale a una serie di tematiche innovative quali l’intelligenza artificiale, la robotica di ultima generazione e i big data. Buttarelli sottolinea che “due anni fa al nostro interno abbiamo costituito un gruppo indipendente per l’etica digitale, al fine di esplorare la relazione che intercorre tra diritti delle persone, tecnologia e modelli di business con focus, in virtù della nostra missione, sulle implicazioni per la privacy e per la protezione dei dati nell’era digitale.” Il GDPR, prosegue il garante europeo, “ha introdotto nuovi adempimenti che traggono ispirazione da principi etici, come ad esempio le nozioni di accountability, privacy by default e privacy by design, ma ha anche consolidato obblighi già esistenti in materia di trasparenza e correttezza nella gestione di dati personali. Introducendo questi principi il legislatore ha voluto responsabilizzare i gestori dei dati, ai quali verrà richiesto di avere una loro policy che, sfruttando la flessibilità della nuova normativa, possa concedere loro di agire proattivamente per dimostrare la sostenibilità dei propri trattamenti di dati. Al momento l’etica a cui pensiamo non può essere esclusivamente oggetto di una codificazione e richiede un forte cambiamento culturale della società,” conclude Buttarelli. (red / UE / BIG ITALY)