Roma, 2 ott – Prosegue all’Istituto Italiano di Cultura di New York la serie “Esilio e Creatività” con un evento dedicato a Corrado Cagli e Costantino Nivola, due artisti che lasciarono l’Italia fascista per l’America e la cui esperienza dell’esilio divenne una base di partenza per riflettere sull’arte, sulla interconnessione delle culture e sulla creatività. L’evento (relatori Giuliana Altea e Raffaele Bedarida) si terrà il 9 ottobre. Costantino Nivola e Corrado Cagli provenivano da contesti molto diversi. Nivola, figlio di un muratore, dalla Sardegna rurale, Cagli nacque in una famiglia ebraica assimilata originaria di Ancona e Roma. Li accomuna il far parte di una minoranza e l’entusiasmo per la partecipazione alla vita pubblica attraverso i linguaggi dell’arte. Mentre Cagli si integrava con successo nel mondo culturale fascista, Nivola navigava, con uguale successo, in un contesto di mite dissenso politico. Nel 1938, la promulgazione delle Leggi razziali spinse entrambi in America. Cagli aveva subito ostracismo a causa della sua origine ebraica e Nivola aveva attriti con il regime a causa delle sue inclinazioni antifasciste. Quest’ultimo aveva sposato una donna ebrea tedesca, Ruth Guggenheim, ed insieme avevano lasciato l’Italia. Nel loro nuovo paese, Cagli e Nivola si trovarono tra artisti esiliati di altri paesi, quali Gropius, Albers, Breuer, Moholy Nagy, Balanchine, Rieti, Steinberg e molti altri. Cagli si unisce ai ranghi dell’esercito americano dove affronta gli orrori della guerra e della Shoah. Nivola frequenta altri esuli antifascisti, Modigliani, Toscanini, Salvemini e Borgese. Durante il loro esilio, Costantino Nivola e Corrado Cagli, ognuno a suo modo, svolsero la funzione di ponte culturale tra il paese d’origine e gli Stati Uniti. (BIG ITALY / Red)