“Dal primo marzo partiremo con il reddito di cittadinanza”. Lo assicura il premier Giuseppe Conte in un colloquio con La Stampa. “Il reddito di cittadinanza non sarà forse il volano della crescita. Ma aiuta le persone. Non la classe media, magari. Ma chi non ce la fa. E’ una misura di equità e giustizia sociale: per questo governo è una priorità”. Afferma poi che i due miliardi per i centri per l’impiego “basteranno. Perché veicoleremo le offerte di lavoro anche tramite un sistema telematico. Non consentiremo a nessuno di poltrire sui divani. E stiamo pensando di dare per tre mesi i 780 euro alle aziende che assumono e di spingere le persone ad accettare le proposte di lavoro non solo nella propria regione”. Sul fronte della manovra economica invita quindi i suoi ministri ad ammorbidire i toni con Bruxelles: “Giudico provvido adoperare un linguaggio più prudente oggi che serve il dialogo. Ma chiedo a tutti di stare ai fatti e di fare riferimento alle azioni del governo e alle dichiarazioni ufficiali e non alle affermazioni provocatorie o strappate per strada. E noto che neppure i leader europei si tirano indietro dalle polemiche”. Quindi replica alle critiche che giungono da esponenti europei: “Bisogna vedere se la manovra è devastante per i cittadini italiani, che vengono prima. E io non credo proprio, anzi, penso il contrario. Se sarà vantaggiosa per gli italiani sarà vantaggiosa anche per l’Europa. Non vedo contrapposizioni. La verità è che questa riforma consentirà al nostro Paese di recuperare un tasso di crescita significativo e di realizzare uno sviluppo sociale nel segno dell’equità. Anche il tasso di disoccupazione scenderà nel triennio verso l’8% se non di più. Avremo un forte piano di investimenti e il più significativo piano di riammodernamento delle nostre infrastrutture materiali e immateriali mai realizzato in Italia”. Poi rassicura sulle relazioni internazionali dell’Italia: “Ho invitato Macron a Palermo per discutere della Libia e il 24 ottobre incontrerò Putin a Mosca. Ma so bene qual è il nostro ruolo all’interno della Nato”. Inoltre alla città di Genova, aggiunge, “faremo di tutto per consegnargli il ponte entro la fine del 2019”, “abbiamo preso un impegno nei confronti della città e di chi ha perso i propri cari. Lo manterremo. Non sarà Autostrade a ricostruire. Deciderà il commissario”. E conclude: “Molti dicono che sono poco presente anche in televisione. In realtà, non ho alcuna smania di apparire. Sono qui. Ogni giorno. Lavoro a testa bassa. Il mio ruolo è più importante di quello che superficialmente può sembrare, perché ogni giorno sono chiamato ad assumere decisioni di grande responsabilità e a operare sintesi politiche”. (4 ott – red)