Roma, 5 ott – “Bisogna vedere come finisce. Mi ha colpito il messaggio che è arrivato all’inizio, molto astuto per la politica interna e fortemente negativo per le sue conseguenze concrete. Messaggio seguito da una lunga serie di aggiustamenti successivi che hanno dato un chiaro senso di non padronanza dei numeri. L’idea che i numeri fossero fuori controllo. Io mi aspettavo un 2 senza virgola, ma non sono certo stato colpito dal 2,4”. Così l’ex premier Romano Prodi in una intervista al Corriere della Sera. “I numeri non sono sacri. Bisogna avere un deficit di bilancio quando c’è bisogno di deficit e un surplus quando c’è bisogno di surplus. Per entrare nell’euro il mio governo è stato capace di produrre un grande surplus, perché era necessario. Mi è sembrata invece una inutile provocazione di Lega e 5 Stelle il deficit di 2,4% per tre anni, annunciato in prima battuta. Per questo ho parlato di un voluto messaggio provocatorio che hanno poi dovuto correggere. L’aspetto peggiore è che sono stati trattati come un residuo gli investimenti, per i quali ancora oggi non sappiamo da dove verranno le risorse”. “Questa è una manovra a breve” aggiunge l’ex presidente della Commissione Ue, “è una manovra che ha effetti solo nell’immediato, utile soprattutto per le prossime europee”. (red)