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CLIMA: IL 2018 L’ANNO
PIU’ CALDO DAL 1800

it@withub.it by it@withub.it
8 Ottobre 2018
in In evidenza HP, In evidenza top news
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E’ evidente la tendenza al surriscaldamento anche in Italia dove si è registrata una temperatura superiore di 1,49 gradi la media storica nel 2018 che si classifica come l’anno piu’ bollente dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno in riferimento all’allarme degli scienziati del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sul riscaldamento globale. I pericoli dell’Onu riguardano anche la Penisola dove – sottolinea la Coldiretti – si assiste a una decisa tendenza alla tropicalizzazione del clima con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza generale al surriscaldamento con la classifica degli anni interi più caldi da oltre due secoli che si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994. Un fenomeno che – sostiene la Coldiretti – ha cambiato nel tempo la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche con l’ulivo, tipicamente mediterraneo, che in Italia si è spostato a ridosso delle Alpi mentre in Sicilia e in Calabria sono arrivate le piante di banane, avocado e di altri frutti esotici Made in Italy, mai viste prima lungo la Penisola. E il vino italiano con il caldo – continua la Coldiretti – è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, ma si è verificato nel tempo un anticipo della vendemmia anche di un mese rispetto al tradizionale mese di settembre, smentendo quindi il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, ma anche quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero ora rivisti.

CAMBIAMENTI CLIMATICI: UN RISCHIO PER I NOSTRI PRODOTTI – Il riscaldamento provoca anche – precisa la Coldiretti – il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto – continua la Coldiretti – mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

E L’ESTATE CI RIPROVA… Nel corso della settimana un robusto campo di alta pressione presente sull’Europa centro-orientale comincerà ad interessare anche parte dell’Italia facendo aumentare le temperature su molte regioni. Il sito IlMeteo.it comunica che a partire da oggi, il maggior irraggiamento diurno farà schizzare le temperature sopra i 24°C al Nordest, sulle regioni centrali tirreniche, sulle due Isole maggiori e su gran parte del Sud. Infatti, su città come Trieste, Padova e Bologna si toccheranno i 25-26 gradi, invece a Firenze, Roma, Napoli e pure Cagliari e Palermo i termometri potranno raggiungere anche i 27-28°C. Questo clima decisamente più caldo continuerà per tutta la settimana, fatta eccezione per il Nordovest che tra mercoledì e giovedì verrà raggiunto da una forte perturbazione atlantica che provocherà dei nubifragi sulla Liguria e sul Piemonte. (red – 8 ott)

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