Roma, 8 ott – “Il Ministro e Vice premier Di Maio, coltivando la sindrome da annuncio che distingue lo stato di salute del governo giallo-verde, ha anticipato che il reddito di cittadinanza, se mai vedrà la luce, sarà erogato probabilmente tramite la tessera sanitaria e toccherà non solo agli italiani residenti ma anche a ‘tutti gli stranieri residenti da oltre 10 anni in Italia’. Poiché si tratta dell’ennesima giravolta, dopo che lo stesso Di Maio aveva annunciato che gli stranieri ne sarebbero stati esclusi, non è azzardato pensare che le cose potranno ancora cambiare”. Lo dichiara in una nota la deputata del Pd eletta all’estero Angela Schirò. “Comunque, proviamo a ragionare su quest’ultima versione. Il fatto di estenderlo a tutti i residenti da almeno 10 anni – sottolinea Schirò – serve certamente a superare le difficoltà di ordine costituzionale ed europeo derivanti dalla discriminazione di alcune categorie di persone, in particolare gli stranieri cittadini di stati comunitari e gli stranieri con regolare permesso di soggiorno, tanto più se sono cittadini di paesi che hanno accordi di sicurezza sociale con l’Italia. Ma se un italiano residente all’estero perdesse il lavoro e rientrasse in Italia e avesse bisogno di ricorrervi? Cosa succede? Prevale il criterio della cittadinanza, anche se posseduta all’estero, o scatta il taglione dei dieci anni di residenza?”. (PO / SEGUE)
