Stefano Baldini è uno di quegli sportivi che non hanno bisogno di presentazioni. Perché quando si taglia per primi il traguardo della maratona alle Olimpiadi, si entra nella storia dalla porta principale. L’oro di Atene del 2004 è la sua immagine più bella, indimenticabile. Dopo una carriera da big dell’atletica leggera, è diventato dirigente nella Fidal, sempre in giro per l’Italia a supervisionare i nuovi talenti azzurri. In un’intervista rilasciata tempo fa al settimanale Unicusano Focus, Baldini ha parlato dell’avviamento allo sport e della cultura sportiva. “Purtroppo fare sport nella scuola è sempre più difficile – spiega l’ex olimpionico – quindi spesso tutto parte dall’iniziativa delle famiglie, che portano i ragazzi ai campi sportivi il pomeriggio. Fortunatamente, l’Italia è ancora piena di persone che spendono tempo libero volontariamente a insegnare ed educare i giovani al gesto tecnico e alla sana competizione. Se ci rendessimo conto della prevenzione che si può fare, in termini di salute, lavorando su un campo sportivo, otterremmo risultati a lungo termine inimmaginabili sia dal punto di vista della salute sia economico. Sembra demagogia, in realtà l’Italia sarebbe terreno molto più fertile di altri per il clima e il cibo che abbiamo”. (Lam)