Si domanda sempre di più alla Farnesina di essere propositivi, questa nostra funzione ha efficacia se manteniamo il valore aggiunto della Farnesina, che è quello di avere una rete diplomatico-consolare estremamente estesa. Siamo fra i Paesi al mondo con il maggior numero di sedi all’estero”. Lo dice la segretaria generale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ambasciatrice Elisabetta Belloni, in audizione alla Camera nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa svolta dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Secondo la Belloni “a fronte della spending review che ha portato alla chiusura di molte sedi, abbiamo cercato di fare una politica di riorientamento della rete diplomatico-consolare, proponendo una riqualificazione e aperture in nuove aree del mondo che emergevano come fondamentali per la tutela degli interessi italiani”. Uno dei problemi principali, spiega la Belloni, è l’overbooking di domande di cittadinanza in Sud America: “Siamo sommersi in alcune parti del mondo dalle richieste di cittadinanza: un consolato che ha 10 persone e 600mila domande di cittadinanza è del tutto evidente che non riesca a stare nei tempi e stanno arrivando le denunce, e noi dobbiamo tutelare i nostri consoli. Per questo una delle richieste che faremo nella prossima finanziaria è un aumento del personale locale”. L’ambasciatrice Belloni ricorda che “vogliamo puntare sulla qualità del servizio che offriamo, sulla formazione, e chiediamo che non si scenda sotto quei 197 milioni di fondi della Farnesina che sono ormai incomprimibili. Non ci si dimentichi però che la Farnesina fa anche reddito, con la nostra capacità di accompagnare le nostre aziende all’estero”.
(PO / Sis)