Arrivano le reazioni del governo alle critiche piovute anche oggi alla manovra gialloverde, questa volta da Fondo Monetario Internazionale e Bankitalia. Non era bastata l’audizione del ministro dell’Economia Giovanni Tria alle Camere, e allora da Firenze, all’Accademia della Crusca, ci ha pensato il premier Giuseppe Conte. Ammettendo che “lo spread a 315 non mi fa certo piacere, è ovvio” ma confidando che “quando si leggerà la nostra manovra ci possa essere maggiore tranquillità da parte anche degli investitori e quindi un segnale positivo da parte dei mercati. Io confido che con questa manovra chi investirà in Italia trarrà tanti guadagni perché sarà molto conveniente”. Anche sulle voci di condono generalizzato, dice Conte, “posso capire che ci possa essere un allarme ma siccome nessuno ha ancora visto come abbiamo scritto quelle che chiamano le sanatorie fiscali l’allarme in questo momento à ingiustificato”.