Roma, 9 ott – Gravina abbraccia quindi la critica di Mancini sui troppi stranieri in serie A: “Un problema serio di non facile risoluzione. Ci sono delle leggi e non possiamo cambiarle. Credo che l’ostacolo vada aggirato cercando di produrre talenti in casa”, “sono tifoso di tutte le Nazionali giovanili. Mi piace chi progetta il calcio puntando sui giovani come stanno facendo Fiorentina, Sampdoria, Atalanta e Udinese”. E sulla mancata riforma dei campionati dice: “Per togliere 20 squadre nell’area professionistica servirebbero cinque anni. Meglio lavorare sulle norme che sono vecchie di trent’anni. La svolta deve essere il semiprofessionismo in serie C”. E conclude: “II mio primo atto ufficiale sarà incontrare Malagò e il sottosegretario Giorgetti e a loro consegnerò la mia piattaforma di lavoro”. Interrogato su Lotito dice “È intelligente, conosce il calcio e ha ottenuto grandi risultati. Però abbiamo visioni completamente diverse: io scelgo sempre l’interesse generale”. E su Tommasi: “Non sono deluso da Damiano, mi spiace però verificare la sua schizofrenia e che sia rimasto sordo all’invito di partecipare al rinnovamento. La sua scelta è un atto immorale”. Sottolinea anche che 8 mesi di commissariamento “hanno creato tensioni. Credo che la colpa maggiore del commissario sia non aver coinvolto le componenti. Ha preso delle decisioni senza chiedere alcun parere o consiglio. Fabbricini è una persona perbene, ma isolarsi è stato un errore strategico”, “ora speriamo di aggregare e di arrivare a un largo consenso per dare vita alle riforme”. (red)