Roma, 9 ott – Eccoli dunque i dati: “Abbiamo individuato un obiettivo di indebitamento per il 2019 del 2,4%, che consentirà tra l’altro la disattivazione dell’aumento dell’Iva. Per gli anni 2020 e 2021 l’obiettivo di deficit/Pil è pari rispettivamente al 2,1 e all’1,8% con la riduzione di aumenti Iva per rispettivamente per 5,5 miliardi e 4 miliardi”. Inoltre “la riduzione del carico fiscale verrà realizzata fin dal 2019, evitando l’aumento delle imposte indirette per 5 miliardi. Sul fronte per prelievo diretto si opererà riducendo la pressione fiscale su imprese e partite Iva”. E ancora, “la riduzione del debito pubblico lo porterà dal 131,2% del 2018 al 126,7% nel 2021, sarebbe la prima volta”. L’Europa però non sembra né convinta né contenta: “E’ noto che la commissione europea ha espresso perplessità sulla nostra manovra, ma si apre adesso la fase del confronto costruttivo, che comporta la necessità di abbassare i toni”.
(Sis)