Roma, 11 ott – “Il sistema di incentivazione al ritorno, che con questo
provvedimento pensiamo di proporre, che anzi come PD abbiamo già contribuito a
costruire con emendamenti alle precedenti leggi di bilancio e con altre
iniziative, non deve poggiare su una vecchia idea di riparazione rispetto alla
frattura sociale e alla lacerazione umana che un’emigrazione comporta. La
circolarità internazionale delle esperienze di studio, professionali e di lavoro
deve restare dunque un obiettivo ben fermo di un Paese aperto, dinamico e
moderno”. E’ l’intervento della deputata del Pd eletta all’estero Angela Schirò
letto oggi alla Camera in occasione della conferenza stampa sulla proposta di
legge “Controesodo” dal titolo “Cervelli, cuori e braccia. Azioni concrete per il
rientro del capitale umano in Italia”. “ Soprattutto – ha aggiunto – se si
tratti di un Paese trasformatore e strutturalmente esportatore come l’Italia,
che, ad esempio, è riuscita a sopravvivere ad una crisi devastante come quella
che abbiamo appena attraversato solo per la capacità di migliaia di piccoli e
medi imprenditori di sapersi misurare con il mercato globale ed imporre la
qualità e l’originalità dei propri prodotti. L’ottica nella quale collocare le
incentivazioni al ritorno in patria per coloro che sono espatriati non dovrebbe
essere, dunque, di carattere strutturale, ma congiunturale, sia pure di medio
periodo, legata cioè all’andamento del mercato del lavoro e alle ragioni che oggi
determinano una ripresa dei flussi in uscita dall’Italia ai livelli conosciuti
negli anni sessanta e settanta del secolo scorso” ha scritto Schirò. (PO / Gil)