Roma, 11 ott – “Sono nata all’estero, in Germania, da una famiglia di emigrati
meridionali e nella società tedesca sono cresciuta, ho compiuto i miei studi fino
al livello universitario e ho intrapreso il mio lavoro di docente di italiano e
spagnolo presso una scuola pubblica locale. Potrei parlare per un’intera giornata,
assieme alla collega Laura Garavini, sulle difficoltà che i figli degli emigrati
italiani hanno incontrato e continuano ad incontrare nel loro percorso di
inserimento nella selettiva scuola tedesca. Una difficoltà che dovrebbe essere
maggiormente considerata dalle autorità italiane, soprattutto in un contesto
comunitario, come è quello nel quale milioni di italiani sono inseriti in Europa”.
E’ l’intervento della deputata del Pd eletta all’estero Angela Schirò letto oggi
alla Camera in occasione della conferenza stampa sulla proposta di legge
“Controesodo” dal titolo “Cervelli, cuori e braccia. Azioni concrete per il rientro
del capitale umano in Italia”. “Tuttavia, – aggiunge la deputata del Pd – non dirò
mai che un giovane debba andare all’estero solo se è spinto da una condizione di
necessità. Il bilancio di un’esperienza di studio, professionale e di lavoro fatta
all’estero, infatti, è nella maggior parte dei casi positiva e arricchente,
qualunque sia la scelta di vita e di lavoro definitiva che ognuno possa fare.
Soprattutto se parte da una base esperienziale acquisita, come può essere, ad
esempio, la frequenza di un ciclo Erasmus”. (PO / Gil)