Trento, 12 ott – Andrea “Zorro” Zorzi, indimenticabile fuoriclasse della pallavolo, due volte campione del Mondo con la maglia della Nazionale italiana, ha spiegato al Festival di Trento la centralità che il Trentino ha assunto nel panorama della pratica sportiva in Italia: “In questa regione – ha sottolineato l’ex campione azzurro – vi è da sempre una grande disponibilità di impiantistica indoor e anche di cosiddette palestre a cielo aperto. In fin dei conti, dietro ogni cosa che si costruisce, qui in Trentino, sembra esserci un’idea, una progettualità, un fine preciso e specifico. Il Festival dello Sport, dunque, non poteva scegliere una sede migliore di questa. Solo a Trento e in Trentino, infatti, è possibile coniugare programmazione, cultura e sport in modo così attento e preciso”. Zorzi sposta poi la sua attenzione su quello che lui stesso definisce il “conflitto” tra sport e scuola. Come riportare lo sport nelle scuole? A tal proposito, “Zorro” sembra avere la medicina giusta: “Per dare al nostro paese una vera cultura sportiva -sottolinea- io ribalterei il discorso: lo sport, più che farlo partire dalle scuole, facciamolo praticare innanzitutto agli adulti. Sarebbero loro i soggetti più adatti a trasmettere ai propri figli, ad esempio, quella cultura sportiva di cui tanto si parla. La scommessa è dunque quella di consentire agli adulti di instaurare un rapporto migliore e più armonico con il proprio corpo, per poi trasmettere questa vocazione anche ai più giovani”. (Lam)