Roma, 16 ott – Scaduto il termine, migliaia di persone rimpatriate si trovano sul versante congolese del confine. Altre sono state viste dirigersi a piedi verso il confine della Repubblica Democratica del Congo o raggiungere in auto, in autobus, su minibus o su camion il versante angolano del confine, per poi attraversarlo a piedi portando con sé i propri averi. La popolazione ha raggiunto la Repubblica Democratica del Congo da diverse zone del confine, portando con sé tutto ciò che è stato loro possibile. L’UNHCR ha ricevuto denunce di violenze, incluse violenza sessuale e molestie, perquisizioni personali e furti, perpetrati dalle forze di sicurezza su ambedue i versanti del confine. La popolazione congolese fa ritorno ad una situazione disperata, alla ricerca di sicurezza e aiuti. Con l’aumento giornaliero del numero di persone che rientrano nel Paese, in migliaia si troverebbero bloccate al confine o nelle sue vicinanze, non possedendo i mezzi sufficienti per raggiungere i propri luoghi di origine. Molti rischiano anche di incontrare difficoltà aggiuntive legate al fatto che il conflitto che ha recentemente colpito la zona ha provocato la distruzione di abitazioni e servizi. Inoltre, le tensioni etniche scatenatesi con il conflitto del Kasai nel 2016 e 2017 sono ancora molto forti. (SEGUE)