Roma, 16 ott – David Beasley, direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha sottolineato: “Ecco la buona notizia – abbiamo fatto grandi progressi negli ultimi 100 anni. Ma oggi sappiamo che stiamo andando nella direzione sbagliata. Con tutta la nostra ricchezza, tutta la nostra expertise e tecnologia, dovremmo vergognarci che ci siano ancora bambini che muoiono di fame. Saremo tutti ritenuti responsabili. Ma credo fermamente che se lavoriamo assieme, con l’impegno di tutti gli uomini e le donne del mondo, noi possiamo raggiungere Fame Zero”. La fame a livello globale è tornata a crescere per il terzo anno consecutivo, toccando oggi 821 milioni di persone. Allo stesso tempo, altre forme di malnutrizione sono aumentate. Nel 2017, 150 milioni di bambini sotto i 5 anni (22 percento) erano rachitici, una donna su tre in età riproduttiva era anemica, circa due miliardi di persone erano in sovrappeso – di questi 38 milioni erano bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso e 672 milioni di adulti obesi. Mentre la fame è presente soprattutto in zone colpite da conflitto, da siccità e dalla povertà estrema, l’obesità si registra ovunque, e continua a crescere. Si accompagna a costi socio-economici enormi, può portare all’infarto, al diabete, ad alcuni tipi di cancro e il suo impatto economico a livello globale raggiunge i 2 trilioni di dollari all’anno (2,8 percento del PIL globale). L’obesità e l’anemia sono in aumento nel mondo, con i sistemi alimentari attuali che hanno resto cibo altamente processato e ricco di grassi, zuccheri e additivi chimici, più facile da trovare e acquistare. Assieme all’OMS, la FAO sta guidando l’implementazione della Decade per l’Azione sulla Nutrizione (2016-2025) e sta aiutando i paesi ad affrontare le molteplici problematiche legate alla malnutrizione. Questo include: adottare leggi per migliorare l’etichettatura dei prodotti; bandire ingredienti dannosi; introdurre la nutrizione nei programmi scolastici; combattere gli sprechi e le perdite alimentari; promuovere i prodotti dell’agricoltura familiare a livello locale. (red / UE / PO)