“Lo Sprar di Riace non lo chiude il Viminale, lo chiudo io. Non sono degni del messaggio di umanità ed accoglienza. Non vogliamo più essere i capri espiatori di politiche repressive. Abbiamo già subìto troppe angherie. È ora di cambiare marcia. Insieme a tutti i solidali e coloro i quali scelgono di ‘restare umani’”, “creeremo un nuovo Sprar, autogestito e autosufficiente. Pagheremo prima i debiti che a causa di questo sistema farraginoso abbiamo contratto e poi ognuno per la sua strada. Se il Viminale non ha fiducia in noi, l’accoglienza la facciamo da soli, con il crowfounding, con la solidarietà. A Lodi hanno in una settimana racimolato i soldi, negati da Salvini, per le mense dei bimbi dei rifugiati, questo è l’esempio. È necessario ritrovare l’entusiasmo ma il modello Riace sopravviverà, nessuno sarà obbligato ad andarsene. Metteremo a sistema tutte le strutture che abbiamo costruito – il frantoio, la fattoria didattica, l’albergo solidale, le imprese zootecniche. A prescindere dai finanziamenti Sprar”. Lo afferma il sindaco di Riace, Domenico Lucano, in una intervista al Manifesto. Dopo 14 giorni di arresti domiciliari (oggi il tribunale del Riesame di Reggio Calabria si pronuncerà sulla richiesta di scarcerazione) si sfoga: “Dopo tutto quello che mi hanno fatto sono pessimista. Sono vittima di un disegno ben preciso che parte da lontano e che prescinde anche dalla magistratura. La manovra è tutta politica ed è bipartisan, riguarda il vecchio e il nuovo inquilino del Viminale”, “la procedura degli Sprar è falsata. Contro di me c’è stata una vendetta di alcuni ispettori e di alcuni pezzi grossi del servizio Sprar. Io non mi sono voluto adeguare ai loro metodi e loro hanno contraccambiato diffamando l’esperienza di Riace, buttando fango e fiele. Ci sono due relazioni della prefettura reggina assolutamente schizofreniche, che nel giro di pochi mesi dicono l’una il contrario dell’altra la seconda, che io definisco un inno all’accoglienza altro che sociologia come l’hanno chiamata nella circolare del 9 ottobre, smonta punto per punto le obiezioni della prima”. (16 ott – red)
