Roma, 16 ott – Il 16 ottobre 2017, la reporter investigativa maltese Daphne Caruana Galizia perse la vita nell’esplosione di una bomba piazzata nell’auto. Da allora ancora si attende che sia fatta piena luce sull’accaduto, sui mandanti, sui motivi che portarono al brutale omicidio. A distanza di un anno, mentre a La Valletta una delegazione del sindacato italiano Fnsi, insieme a Efj, partecipano alle iniziative organizzate sull’isola da un gruppo di organizzazioni internazionali che operano in difesa della libertà di stampa e per la sicurezza dei giornalisti, quasta mattina la Federazione nazionale della Stampa italiana, Usigrai e associazione Articolo21, con l’adesione dell’Ordine nazionale dei giornalisti, dei giornalisti della rete NoBavaglio e dell’associazione Giulia Giornaliste, organizzano a Roma, sotto l’ambasciata di Malta, un presidio per tornare a chiedere con forza “verità e giustizia” per Daphne Caruana Galizia, ma anche per Jan Kuciak, Viktoria Marinova, Jamal Khashoggi, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Andrea Rocchelli e per tutti gli operatori dei media che nel mondo hanno sacrificato la vita per raccontare la verità e per i quali ancora non si è avuta giustizia. Nell’occasione sarà data lettura della lettera che la sorella di Daphne Caruana Galizia, Corinne Vella, ha inviato al segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso, per chiedere di continuare a combattere insieme con i familiari la battaglia affinché sia fatta luce sull’omicidio. “È indispensabile un’alleanza in Italia e in Europa di giornaliste e giornalisti investigativi. Sull’esempio del Daphne Project, un Consorzio per fare luce su autori e mandanti dell’assassinio di Daphne Caruana Galizia, e più un generale su tutti i crimini contro i cronisti e la libertà di stampa. Un Consorzio che può nascere in sede Fnsi, e che possa avvalersi anche dell’Osservatorio legale della Federazione della Stampa per fronteggiare attacchi, intimidazioni e querele bavaglio” è la proposta lanciata dal segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani. (PO / red)