Roma, 16 ott – “La detenzione ti prova tantissimo e io mi sento come un leone in gabbia. Ogni tanto conto i passi della mia casa e mi sento fermo e impotente di fronte alle brutture che accadono qui fuori. La solidarietà ricevuta mi inorgoglisce e mi spinge a non arretrare di un passo. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini. Da padre Alex Zanotelli a tutti i missionari comboniani, da Agazio Loiero al presidente della Regione Oliverio. E mi hanno molto colpito gli attestati di vicinanza da oltreoceano, dal Canada agli Usa, quelli dei sindaci di Barcellona, Madrid, Ginevra. Questa è la forza dell’utopia, un urto dirompente che permette a un paesino di 1.500 abitanti di parlare al mondo intero”. In una intervista al Manifesto il sindaco di Riace, Domenico Lucano, dopo 14 giorni di arresti domiciliari (oggi il tribunale del Riesame di Reggio Calabria si pronuncerà sulla richiesta di scarcerazione e alle 18 si terrà un sit-in a suo favore) si sfoga: “Dopo tutto quello che mi hanno fatto sono pessimista. Sono vittima di un disegno ben preciso che parte da lontano e che prescinde anche dalla magistratura. La manovra è tutta politica ed è bipartisan, riguarda il vecchio e il nuovo inquilino del Viminale. Il primo di essi (Minniti, ndr) è un signore che aspira oggi incredibilmente a fare il segretario del Pd. Ma sai che io non dormo la notte a pensare la fine che fanno i migranti rinchiusi nei campi libici dopo gli accordi firmati proprio da Minniti con le milizie di Tripoli? C’è un nostro ospite qui a Riace, Kasai, che ripetutamente mi rammenta le ore di inferno passate in quei lager e mi chiede incredulo come sia possibile che l’Italia cooperi con questi aguzzini libici. A me contestano un matrimonio che hanno definito ‘combinato’ anche se di combinato non c’è nulla, ma a Minniti perché non viene mai contestata l’ecatombe di migranti in Mediterraneo o la deportazione di africani nei campi di tortura libici? La risposta io ce l’ho: perché noi siamo gli ultimi, e non contiamo nulla. Ma verrà il tempo in cui questi ultimi, questi ‘zero’ come mi ha affettuosamente definito Salvini, si ribelleranno”. (SEGUE)