Roma, 18 ott – Sul decreto fiscale si sta consumando in queste ore la crisi più grave vissuta finora dal governo gialloverde. In visita a Bolzano, il vicepremier Matteo Salvini risponde negativamente alla richiesta del Movimento 5 Stelle di convocare domani un Consiglio dei ministri per modificare le norme sulla pace fiscale, dopo l’accusa lanciata ieri dall’altro vicepremier Luigi Di Maio in merito a una “manina” che avrebbe cambiato il testo del provvedimento: “Il decreto resta così, non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo” spiega Salvini, che aggiunge: “Non si può costruire di giorno e smontare di notte. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni oppure scie chimiche”. Ma la versione pentastellata è differente: “Lunedì prima del Consiglio dei ministri c’è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Massimo Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all’estero? Allora c’è un problema politico” afferma Laura Castelli, viceministro all’Economia. L’altro viceministro del Carroccio Garavaglia rilancia invece la palla nel campo avversario, sottolineando come la misura che prevedrebbe l’aumento dell’Rc Auto al nord per compensare gli squilibri territoriali con il Sud sia “una norma mai vista, né condivisa”. Fonti del Movimento 5 Stelle, però, replicano che la misura è stata discussa la settimana scorsa e inviata alla Lega martedì mattina. (SEGUE)