Roma, 18 ott – “Alle Europee una lista aperta con il meglio della società, non divisa tra le correnti pd. E si riparta da precarietà ed ecologia”. Così al Corriere della Sera Walter Veltroni, tra i fondatori del Partito democratico e primo segretario nazionale. “La sinistra — aggiunge — è evaporata in una grande nube, dove è infuriata la zuffa autoreferenziale tra chi vuole fare il Macron e chi vorrebbe fare il Corbyn”. In vista delle Europee, secondo Veltroni, “la prima cosa che la sinistra deve mettere in campo è la parola Europa. Una parola che le nuove generazioni considerano naturale. Chi ha vent’anni non sa cosa siano la lira o le frontiere”. Da Cacciari a Calenda, si è parlato di presentare alle Europee un fronte che vada da Macron alla sinistra. “Se è una lista europeista aperta, guidata da personalità indipendenti e autonome, che raccolga insieme con il Pd tante energie della società, la mia risposta è sì. I capilista non devono essere divisi tra le correnti del Pd, ma scelti nel meglio della società italiana. A Strasburgo andavano Bruno Trentin, Giorgio Napolitano, Elena Paciotti, Giorgio Ruffolo, e qualche anno prima Alberto Moravia e Altiero Spinelli. Apriamo porte e finestre; la gente verrà. La domanda di politica e di sinistra c’è. E l’offerta che manca”. Veltroni auspica “Una lista che assomigli a come immaginavo il Partito democratico: un luogo cui persone, associazioni, movimenti, gruppi potevano aderire, restando se stessi. Le primarie dovevano servire a sintetizzare tutto questo. Poi il Pd è stato prosciugato e occupato dalle correnti; e il meccanismo delle primarie ne ha sofferto”. (red)