Roma, 23 ott – “In estate avevo chiesto a Di Maio e a Casaleggio di sostenere la nascita di un M5S territoriale, con una proposta mirata per una realtà come il Sudtirolo. Mi hanno risposto di no, dicendo che non potevano fare eccezioni. Sono stato costretto a uscire: è stata la mia fortuna”. Lo afferma in una intervista a Repubblica Paul Koellensperger, ex consigliere provinciale grillino, il cui neonato “Team Koellensperger”, con il 15,2% e sei seggi, è diventato il secondo partito in Alto Adige e ha relegato l’M5S al 2,4%, aprendo una crisi interna. E aggiunge che se fosse rimasto dentro i 5 Stelle non avrebbe ottenuto un exploit maggiore e “forse avremmo preso qualche voto italiano in più, ma perso tutti quelli di lingua tedesca. Nelle valli sudtirolesi l’M5S non piace: i vertici però non l’hanno voluto capire”. Dopo la sua vittoria, da transfuga come Pizzarottia a Parma, ha sentito Di Maio? “No, però ha il mio numero e io sono qui. Penso che stia cominciando a pentirsi del patto con Salvini: al governo lui s’ingrassa e i 5Stelle si sgonfiano”. E parla del suo partito: “Siamo civici di centro, europeisti, moderati e pragmatici. Finalmente in Alto Adige c’è un’alternativa alla Svp. E presto cambieremo nome”, “alla fine l’Svp ufficializzerà il patto con la Lega. Passeranno da Renzi a Salvini, per contare anche a Trento e a Roma. Sono curioso di vedere come, alle Europee, chiederanno il voto anti-Ue per gli alleati di Le Pen e Orban”. A livello nazionale precisa tuttavia che il suo riferimento “resta l’MSS. II problema è che non capiscono che il tempo va veloce, rispetto a quattro mesi fa l’Italia e l’Europa sono già un’altra cosa. E per il Nord certe scelte sono un problema”, “noi abbiamo offerto un’alternativa, restando moderati, non xenofobi, aperti. Può essere un punto di ripartenza anche per Di Maio: la protesta, quando governi, va sostituita da altro”. (red)