Roma, 24 ott – Per Bassetti, dunque, la migrazione, a cominciare da quella italiana nel mondo, “porta sempre con se difficoltà, ma le migrazioni sono di natura diversa”. Per questo motivo, rilevando come “da più parte si sono levate richieste di necessità dell’insegnamento dell’emigrazione italiana nel mondo”, ha voluto sottolinearlo “perché questo proietta verso l’Interculturalità e la multiculturalità”. “Il riconoscimento – ha poi aggiunto Bassetti – porta all’ammissione della differenza. E nel caso dei migranti porta a un tale mondo di sfaccettature che è impossibile catalogare e categorizzare”.Ecco perché, richiamandosi al messaggio evangelico e alla storia di Cristo e dell’attuale Pontefice, Bassetti ha lanciato l’appello perché “l’emigrazione sia un gesto di umanità, di umanesimo”, dunque “per questo fondamentale diviene il ruolo di accoglienza e delle strutture di accoglienza: sindacati, patronati, chiesa, istituzioni, associazioni”. E cita, infine, una lettera di Juan Lorenzo Bergoglio, con la quale si chiedeva alle autorità locali della Penisola la possibilità di impiegare in Argentina manodopera italiana nelle cave di sua proprietà, spiegando come a causa della crisi economica prima e della morte per malattia del titolare poi, le attività imprenditoriali della famiglia di Papa Bergoglio siano andate in rovina e spiegando questa parabola come la metafora complessa dell’emigrazione attraverso una famiglia emigrante che diventa benestante e che successivamente vede il proprio tracollo. E conclude dicendo che “il volto è un viaggio e costringe a camminare, gioire, soffrire prima ancora di ogni ragionamento”. (Ema)