Roma, 24 ott – “Nessuna inversione a U sulla manovra, nessuno stravolgimento e nessun dietrofront. L’Europa piuttosto ci deve ascoltare”, “l’approfondimento dei contenuti della manovra non pub essere limitato ad un mero scambio di lettere tra noi e Bruxelles. Serve un confronto dialettico punto per punto. Di certo questa manovra non può essere considerata scassa-conti. Anzi”, “quello che hanno detto Moscovici e Dombroskis è ingeneroso. L’Italia è sempre stata tra i pochi Paesi della Ue a mantenere fede alle regole sul rapporto deficit-pil. La Francia per 10 anni ha sforato il tetto e non c’è stato nessun crollo della Ue, nessuna sanzione, nessun allarme”. Lo sostiene, in una intervista al Messaggero, Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e consigliere economico di Matteo Salvini. E aggiunge: “Credo, ma è una mia opinione, che la manovra poteva essere ancora più coraggiosa. Avrei osato di più per abbassare la pressione fiscale. Meno tasse per sviluppare la crescita, per dare uno choc all’economia, per creare lavoro. Tuttavia per essere responsabili abbiamo deciso di restare dentro il 2,4%, riducendolo progressivamente nel triennio”, uno sforamento “molto modesto: solo lo 0,5% del deficit perché in realtà avevamo già una previsione dello 0,8% che è salita all’1,2% perché la crescita stimata dai governi Renzi e Gentiloni non c’è stata. Un dato che la Ue deve considerare e al quale si aggiunge un altro fatto. E cioè che nella legge di bilancio abbiamo assorbito i 13 miliardi per le clausole di salvaguardia, che valgono uno 0,7%. Insomma, siamo arrivati a quota 1,9%, senza avere fatto nulla”. Per Siri, quindi, aggiungere lo 0,5% sul fronte del deficit è “un margine davvero piccolo che, credo, Bruxelles debba prendere nella giusta considerazione. Valutando con attenzione gli sforzi che l’esecutivo intende fare per dare impulso alla crescita e all’occupazione”. E conclude: “In queste tre settimane ci saranno incontri fruttuosi e utili per un chiarimento definitivo”, “il governo prenderà le iniziative opportune ai massimi livelli”. (red)