Roma, 24 ott – Con le esportazioni Made in Italy in Russia che sono ulteriormente diminuite del 24,9% a settembre, rispetto allo scorso anno, è positiva la volontà di agire per ripensare le sanzioni. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat nel commentare positivamente le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte in visita in Russia “per dimostrare al presidente Wladimir Putin la costante disponibilità dell’Italia al dialogo” e ribadire che “le sanzioni non possono essere un fine ma un mezzo per risolvere le divergenze”. A poco più di quattro anni dall’entrata in vigore dell’embargo con decreto n. 778 del 7 agosto 2014, più volte rinnovato, come ritorsione alle sanzioni europee, le esportazioni agroalimentari Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – hanno perso oltre un miliardo di euro a causa del blocco che ha colpito una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. All’azzeramento della spedizione di questi prodotti agroalimentari Made in Italy in Russia e alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni si sommano – sottolinea la Coldiretti – quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Si tratta di un costo insostenibile per l’Italia e l’Unione Europea ed è importante che si riprenda la via del dialogo poiché ancora una volta il settore agroalimentare è stato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. (BIG ITALY / SEGUE)