Roma, 24 ott – La Russia è tra i mercati prioritari per l’Italia: è il 13° mercato di destinazione per l’export italiano che deteniamo, una quota di mercato del 4,3% (leggermente superiore al 4% della Francia e decisamente inferiore rispetto al 10% della Germania). L’export italiano ha registrato nel Paese un andamento negativo nel 2014-2016, a causa dell’impatto delle sanzioni internazionali e delle contro-sanzioni russe; della recessione economica russa; del deprezzamento del rublo. Nel 2017 l’export italiano si è attestato a €8 miliardi (+19,3% su anno), trainato principalmente da beni della meccanica strumentale (che rappresentano il 31% dell’export totale), prodotti tessili (18%), della chimica (10%) e del legno (7%). Il dato così positivo è da attribuire principalmente a un effetto rimbalzo (che potrebbe attenuarsi nei prossimi mesi/anni e alla ripresa economica della Russia). Nei primi 8 mesi del 2018 l’export ha fatto registrare infatti un -3,2% annuo. Tuttavia, nonostante le incognite, SACE prevede che l’export italiano in Russia possa tornare a crescere a un tasso medio annuo del 4,4% nel triennio 2019-2021. Tra i settori di opportunità per l’Italia in Russia ci sono Beni d’investimento e Tecnologie Industriali, Agri-Food Industry, settore energetico, Beni di consumo, Infrastrutture e Costruzioni. Importanti opportunità anche per le strategie di internazionalizzazione attiva, con diverse zone economiche speciali, parchi industriali e regioni a statuto speciale che offrono incentivi fiscali per incentivare le imprese straniere a produrre sul posto. (BIG ITALY / Red)