Roma, 25 ott – I CISO (Chief Information Security Officer) nelle aziende di tutto il mondo hanno spesso le mani legate quando si tratta di combattere il cybercrime. Non hanno sufficiente influenza all’interno dei consigli di amministrazione e trovano difficoltà nel giustificare i budget di cui avrebbero bisogno, rendendo quindi le aziende inevitabilmente più vulnerabili ai rischi. Questa è la situazione che emerge dai risultati del nuovo report di Kaspersky Lab : per l’86% dei CISO in generale – e per l’80% di quelli europei – le violazioni sul fronte della cybersicurezza sono inevitabili; la prima preoccupazione è quella legata ai gruppi di cybercriminali che agiscono con motivazioni economiche.
L’aumento delle cyberminacce, insieme alla digital transformation che molte aziende stanno affrontando oggi, sta rendendo il ruolo dei CISO (le figure che all’interno di un’azienda hanno il compito di definire le corrette strategie per proteggere al meglio gli asset aziendali e mitigare i rischi informatici) sempre più importante nelle aziende di oggi. Il report di Kaspersky Lab mostra che oggi la pressione nei confronti dei CISO è ai massimi livelli: il 57% di quelli intervistati considera le infrastrutture complesse, che coinvolgono cloud e mobilità, come una sfida importante, mentre il 50% mostra di essere preoccupato per il continuo aumento dei cyberattacchi.
I CISO ritengono che i gruppi di cybercriminali che agiscono con motivazioni di carattere economico (per il 40% degli intervistati) e gli attacchi malevoli da parte di possibili insider (per il 29%) costituiscano il rischio maggiore per le loro imprese, e che queste stesse minacce siano estremamente difficili da prevenire: o perché sferrate da cybercriminali “professionisti” o perché appoggiate da dipendenti che dovrebbero invece stare dalla giusta parte.
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