“Buonasera che cattiverie scrivete oggi?”. Si apre così un colloquio del premier Giuseppe Conte con Repubblica, in occasione del vertice con Putin che ha mostrano una cauta apertura all’ipotesi di acquisto dei Btp da parte del fondo sovrano russo e, pare, anche dalla Banca centrale di Mosca: “Non sono venuto per chiedere a Putin di comprare i nostri titoli – precisa -. Ma se il fondo lo volesse fare, farebbe un affare”. Ed interrogato sui timori per banche e titoli di Stato risponde: “Se lo spread fosse elevato, e comunque anche se si mantenesse alto a questo punto, certo: questo sarebbe chiaramente un problema. Significa che paghiamo tanto di interesse ed è un problema di sistema”, “il mio vuole essere un messaggio di fiducia, sia chiaro. Quindi dobbiamo augurarci e fare in modo che lo spread possa abbassarsi. Contribuendo noi per la nostra parte. E contribuendo tutti per la propria”, “Tria ha detto ‘se sale’ lo spread. Ecco, tutti diciamo ‘se’. Anche io”, “sono responsabile e fiducioso”. Interrogato anche sui rischi, domani, di un declassamento del rating precisa: “Se arrivasse il downgrade, lo valuteremo. Se sono spaventato? Io non sono contento se lo spread è alto, ve l’ho detto. E sto lavorando perché si abbassi. Vogliamo e dobbiamo mandare un messaggio di fiducia”, “abbassiamo tutti i toni. Facciamo sistema affinché ciò avvenga. Vale anche per voi, fatelo abbassare pure voi”. E delle tensioni con i due vicepremier Salvini e Di Maio commenta: “Sono molto comfortable. Comunque no, non sono stritolato, nessuno stritolamento. Io farò la mia parte. Alcune cose le ho dette fin da subito: che serve un dialogo costruttivo, che la nostra manovra è seria, che i fondamentali sono solidi. E che il codice di comunicazione che abbiamo adottato è un codice molto più tranquillo, visto che invece in passato c’è stata qualche ‘dialettica verbale’. Ma ora dobbiamo metterla da parte, lavorare tutti concentrandoci sul nostro obiettivo”. (25 ott – red)