Roma, 26 ott – Continua La Marca: “In terzo luogo, non so se la collega sappia che ormai, dopo la riforma della legge per l’editoria, il fondo è ricaduto nel calderone generale e, al di là degli annunci, vorremmo sapere quali sono i criteri generali di ripartizione. Una volta presentati tali criteri, saremo i primi a verificare se essi prevedono forme di erogazione severe e controlli sicuri, come è giusto che sia, evitando erogazioni disinvolte. La cosa che più amareggia, tuttavia, è che non è bastato vivere all’estero per anni per rendersi conto della funzione di coesione comunitaria, di difesa della nostra lingua, di informazione anche in vista di un esercizio consapevole del voto che tali giornali svolgono. Per quanto ci riguarda siamo aperti ad ogni forma di discussione su una riorganizzazione seria del settore, ma fermamente contrari all’eliminazione del contributo pubblico che, come ha detto il Presidente Mattarella proprio in queste ore, rappresenta una necessità per la sopravvivenza di questi delicati e importanti strumenti”.
(PO / Red)