Roma, 29 ott – Negli ultimi 30 anni, l’Italia e molti altri paesi mediterranei hanno visto stabilirsi sul proprio territorio specie di zanzare invasive le cui uova venivano importate, prevalentemente attraverso il commercio di copertoni usati ripieni d’acqua, dall’areale originario nel sud-est asiatico. Queste specie alloctone, prime fra tutte l’Aedes albopictus (la famigerata zanzara tigre), hanno trovato nei paesi dell’Europa mediterranea ottime condizioni per la loro sopravvivenza e riproduzione. Essendo in grado di pungere durante le ore diurne, a differenza delle specie autoctone con attività notturna, l’invasione di queste zanzare ha inciso sulla possibilità di godere degli spazi aperti nella stagione calda. Virus come quello Dengue, Chikungunya e Zika, capaci di provocare nell’uomo malattie fortemente debilitanti, erano già molto diffusi nelle regioni tropicali, ma l’estensione dell’areale delle zanzare Aedes albopictus a regioni più temperate, ha aperto la possibilità di trasmissione anche in Europa. Ne sono testimonianza l’epidemia di Chikungunya del 2017 in Lazio e Calabria, con quasi 500 casi di persone infette, alcune delle quali con sequele patologiche durate per diversi mesi. (SEGUE)