(20 ottobre 2018) “Grazie mille”, scritto in italiano, era il titolo della dichiarazione con cui, l’11 giugno scorso, i tedeschi di Alternative für Deutschland elogiavano la chiusura dei porti alle navi delle Ong decisa da Salvini. Era il sigillo di un’alleanza sovranista italo tedesca cementata – nelle intenzioni – da molti altri successivi elogi: per le parole sprezzanti riservate da Salvini al presidente della Commissione Junker e alla Merkel, per il censimento dei cittadini rom, per i progetti di destrutturazione dell’Unione europea condivisi con l’ideologo del trumpismo Steve Bannon.
Ma qualche giorno fa il governo italiano ha presentato la sua manovra economica e si è detto deciso a ignorare i rilievi dell’Europa. E’ stato in quel momento che l’idillio tra sovranisti tedeschi e sovranisti italiani si è bruscamente interrotto. Alice Weidel, leader di Afd, ha detto che Salvini sbraita dimenticando che l’Italia senza la flebo dell’Unione europea sarebbe fallita di tempo. E poi ha rincarato la dose sostenendo che gli italiani sono fuori di testa perché, nelle condizioni in cui si trovano, concedono un’amnistia agli evasori e mantengono un’ imposta di successione talmente benevola da risultare ridicola.
Un altro sovranista molto deluso dalla disinvoltura italiana in tema di bilancio pubblico è il cancelliere austriaco Kurz. Anche lui ha fatto presente che i suoi concittadini non sono disposti a pagare i debiti e le promesse elettorali, per l’occasione definite populiste, degli amici di Roma.
Ieri la Afd ha vinto – insieme ai Verdi – le elezioni in Assia. Ma questa volta le agenzie non registrano dichiarazioni di particolare esultanza della Lega o di Fratelli d’Italia. L’orizzonte dei nazionalismi è necessariamente domestico, e la fratellanza sovranista è con ogni evidenza un ossimoro.