Roma, 30 ott – “Senza dimenticare che le Fiere assicurano un forte impatto economico sul territorio e sui servizi dell’indotto fieristico. Secondo le stime di UFI, il ritorno economico medio è pari a due volte il costo dell’investimento per partecipare a una fiera e a 8 volte nel periodo successivo”, continua Riello. L’industria fieristica – nazionale e mondiale – ricopre un ruolo di rilievo anche per l’occupazione: è un settore molto dinamico, che riunisce e rappresenta tutti gli altri settori. Sono molti gli addetti e le competenze coinvolte e la sempre crescente necessità di innovazione, di quartieri tecnologicamente all’avanguardia, offre grandi opportunità anche a nuove professioni. Il comparto conta nel mondo 680.000 persone occupate che salgono a 1,8 milioni considerando l’indotto come trasporti, ricettività, ristorazione. Scenario in cui l’Italia si inserisce da protagonista, ricoprendo il secondo posto in Europa e il quarto a livello globale. Proprio per il grande contributo che le fiere danno all’economica nazionale, allo sviluppo dei territori, all’occupazione, dovrebbero essere valorizzate, per esempio con la presenza di AEFI nella Cabina di Regia Nazionale, così come avviene in altri Paesi europei, per coordinare meglio l’azione dell’Associazione con le attività dei Ministeri e delle Istituzioni, per un’ottimale pianificazione strategica delle risorse per il settore, ma anche facendo diventare strutturale il Piano Straordinario per la Promozione del Made in Italy. I temi sul tavolo sono molti e alcuni anche particolarmente urgenti. “Uno per tutti l’IMU: dal 2007 AEFI sta chiedendo a tutti i Ministri che si sono succeduti, che la tassazione fiscale sugli immobili fieristici venga riportata alla corretta classificazione in categoria E o che, se viene mantenuta in classificazione D8, venga applicata in base ai giorni effettivamente utilizzati per le esposizioni con disposizioni univoche su tutto il territorio nazionale. Ebbene, sono passati 11 anni e allo stato attuale non ci sono sviluppi, anzi aumenta enormemente il peso dei tributi locali sul settore, soprattutto su quelle realtà che hanno bilanci vicini al pareggio. Per questo è assolutamente prioritario intervenire con urgenza”, aggiunge il Presidente Riello. Defiscalizzazione per le imprese sulla partecipazione alle fiere internazionali in Italia e alle fiere italiane organizzate all’estero; defiscalizzazione per le fiere per gli investimenti all’estero di promozione del Made in Italy; Regolamentazione delle società partecipate e Assetto societario dei Quartieri Fieristici, sono altri temi caldi per il settore. “Quello che chiediamo è che il Governo consideri tutti questi interventi come delle priorità se vogliamo che il settore fieristico non solo continui a svilupparsi e ad essere competitivo nel mondo, ma possa anche continuare a fare da traino all’economia del nostro Paese e alla sopravvivenza dell’impareggiabile ricchezza rappresentata dalle piccole e medie imprese”, conclude Ettore Riello. (BIG ITALY / Red)