La luce permea la nostra vita quotidiana. Permette la visione delle cose, ma è anche un formidabile veicolo di informazioni: basti pensare all’utilizzo delle fibre ottiche per la comunicazione di segnali, che ha contribuito allo sviluppo di Internet. La sua fortuna risiede, in particolare, nella possibilità di sovrapporre segnali luminosi che si propagano lungo un unico percorso. Ma i segnali devono anche essere divisi fra loro per essere manipolati o ricevuti. Finora questo problema, nelle telecomunicazioni così come nell’imaging biomedicale o nella tecnologia dei display, è stato risolto attraverso l’uso di specchi che, mossi in modo elettromeccanico, indirizzano la luce prima in una direzione poi in un’altra. Il meccanismo elettronico che muove lo specchio, però, è difficile da integrare nei microcircuiti ed è complicato da gestire. Ora uno studio su “Advanced Optical Materials” guidato dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Firenze e dal Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non lineare (LENS), apre una nuova prospettiva con l’utilizzo della fotonica, quella parte della scienza ottica che studia il controllo della propagazione della luce su scale un milione di volte più piccole di un metro (“micrometriche”). (9colonne)