Roma, 6 nov – “Il refrain sulla riduzione dei 18 parlamentari della circoscrizione estero, 12 nella Camera dei deputati e 6 nel Senato della Repubblica, che il nuovo disegno di legge del governo vorrebbe ridurre complessivamente a 10, trova la forte contrarietà dell’intero mondo degli italiani all’estero”. Così in una nota Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Il numero di 18 rappresentanti introdotto nella costituzione italiana, dopo decenni dalla sua promulgazione, non è il frutto di compromessi politici, tanto meno di regalie, ma esso rappresenta il riconoscimento di una parte della Comunità nazionale residente altrove, e che oggi è quantificata per difetto in cinque milioni e seicentomila cittadini – sottolinea Schiavone -. Questi numeri corrispondono alla seconda regione italiana più popolosa per numero di cittadini, che dal punto di vista materiale ed economico ha un impatto corrispondente al 10 per cento del prodotto interno dell’Italia”. “In queste ore – ricorda il segretario generale del Cgie – giunge notizia di un avanzamento della trattazione del provvedimento governativo nelle commissioni costituzionali di Camera e Senato: sarebbe opportuno conoscere nei dettagli le ragioni e i contenuti di tale proposta. Considerato che la prossima settimana si riunirà il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero chiediamo di conoscere direttamente dai presidenti delle due commissioni affari costituzionali, Giuseppe Brescia e Stefano Borghesi, gli argomenti che sono alla base di tale proposta e confrontarci liberamente per dare forma e contenuto ai valori che sono alla base di una repubblica democratica qual è quella italiana. Se le parole hanno un senso ed un peso anche gli italiani all’estero fanno parte a pieno titolo del popolo, al quale si richiama con enfasi l’attuale governo”. (SEGUE)