Foggia, 6 nov – Proseguendo gli appuntamenti promossi per le celebrazioni del ventennale dell’Università di Foggia. I Dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente hanno organizzato un doppio incontro socio-culturale con il pro nipote di Joe Petrosino, ospite dell’Ateneo 15 e 16 novembre. Nino Melito Petrosino incontrerà studenti e cittadinanza per raccontare della straordinaria ed eroica vita di quest’uomo, per consegnare alle nuove generazioni una testimonianza destinata a diventare planetaria anche grazie al film “The black hand” incui Joe Petrosino sarà interpretato niente meno che da uno dei più grandi attori al mondo: Leonardo DiCaprio. Da tutte le enciclopedie ma soprattutto dagli storici, dai giornalisti e dai magistrati che si occupano a tempopieno di mafia e criminalità organizzata – ovvero da quando gli immigrati italiani la “esportarono” negli Stati Uniti,quasi alla fine dell’Ottocento – Joe Petrosino viene unanimemente ritenuto il primo uomo che sfidò consapevolmenteCosa Nostra. Un eroe per scelta. E quell’uomo – un campano, non un siciliano – era un poliziotto, indossava una divisa.Nato a Padula nel 1860 e morto a Palermo nel 1909, Petrosino emigrò insieme alla famiglia a New York nel 1873(prendendo casa nell’allora sobborgo di Little Italy, in cui trovarono alloggio e mestiere quasi tutti gli immigrati italianiin quegli anni) e assistette alla nascita, alla trasformazione e alla rapidissima ascesa di quel “piccolo movimento ille-gale” che serpeggiava tra i connazionali che, come lui, avevano passato l’Atlantico. Gli storici affermano che sia soprattutto per questo dato, per le sue origini, che Joe Petrosino abbia intuito prima e meglio degli altri la pericolosità e la violenza di quel “piccolo movimento”. (red)