Rimini, 6 nov – Nel settore rifiuti siamo alla vigilia del recepimento di nuove importanti direttive europee indirizzate verso la circular economy, quelle entrate in vigore il 4 luglio scorso. Un passo decisivo per il nostro Paese che apre nuovi possibili asset economici. Con una spesa complessiva di 9,3 miliardi di euro per il quinquennio 2019-2023 si potrebbe produrre infatti un impatto economico e occupazionale quantificabile in oltre 26 miliardi di euro di nuova produzione e di nuovo valore aggiunto, attivando oltre 170.000 unità di lavoro. Dei traguardi raggiunti e di quelli all’orizzonte si parla a Rimini, alla fiera Ecomondo nell’iniziativa promossa dagli Stati Generali della Green Economy in collaborazione con il Circular Economy Network, la rete promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da 13 aziende e consorzi di imprese, nella sessione tematica di approfondimento e di consultazione dal titolo: “Le nuove direttive europee rifiuti e circular economy: indicazioni per il recepimento”. A discuterne assieme alle organizzazioni di impresa e i consorzi, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile; Luca dal Fabbro, vicepresidente del Circular Economy Network; Sergio Cristofanelli, Direzione Generale Rifiuti e Inquinamento del Ministero dell’Ambiente; Rosanna Laraia, Responsabile Centro per il ciclo dei rifiuti Ispra; Ivan Stomeo, Delegato Energia e Rifiuti Anco; Stefano Vignaroli, capogruppo M5S Commissione Ambiente Camera; Choara Braga, capogruppo Pd Commissione Ambiente Camera; Rossella Muroni, LeU, Commissione Ambiente Camera; Paolo Acciai, Cisl. (PO / SEGUE)