Modena, 6 nov – Presso la Medicina della Riproduzione del Policlinico di Modena sono diverse decine le giovani pazienti che ogni anno vengono seguite per problemi di fertilità legati a terapie oncologiche; nella maggior parte dei casi si tratta di giovani donne affette da linfoma o da tumore della mammella. “Inoltre, nel caso in cui dopo stimolazione ovarica vengano recuperati pochi ovociti – conclude La Marca – già da tempo proponiamo alle nostre pazienti di ricominciare subito, la sera stessa del prelievo ovocitario, un’altra stimolazione ovarica, che culminerà dopo circa una decina di giorni con un altro prelievo ovocitario. Questo tipo di protocollo, che abbiamo chiamato Double Random Ovarian Stimulation, permette in pratica di raddoppiare il numero di ovociti congelati prima di iniziare la chemioterapia. In definitiva questa nuova modalità di eseguire la stimolazione ovarica porta ad un aumento delle pazienti che possono accedere a tale metodica e ad un raddoppio del numero di ovociti da vitrificare”. La comunità scientifica ha recepito con grande interesse questi ultimi sviluppi nel settore specifico. “Ci risulta, continua il professore, che tale protocollo sia attualmente in uso in un numero crescente di unità per l’Oncofertilità, con conseguente notevole beneficio per le pazienti”. (PO / red)