Roma, 7 nov – Si è concluso oggi a Roma il simposio scientifico, co-organizzato dall’Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Agency, WADA) e dalla Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), in cui si è discusso delle strategie di controllo antidoping basate sul passaporto biologico dell’atleta (Athlete Biological Passport, ABP). All’Hotel Parco dei Principi per tre giorni i massimi esperti mondiali di lotta al doping – 250 delegati provenienti da oltre 70 nazioni – hanno avuto l’occasione di confrontarsi e di discutere sulle nuove strategie da adottare per contrastare questo fenomeno. “Voglio ringraziare – ha detto al termine dei lavori il direttore scientifico della WADA, Olivier Rabin – la Federazione Medico Sportiva Italiana per il grande supporto e per l’eccellente organizzazione di questo simposio che è stato utilissimo per affrontare il tema del passaporto biologico. Per la prima volta, infatti, è stato possibile trattare questa materia da diversi punti di vista: quello medico, quello legale e quello analitico”. “Per la nostra Federazione e per l’Italia – ha dichiarato il presidente della FMSI, Maurizio Casasco – è stato un motivo d’orgoglio che la WADA abbia scelto la FMSI quale unico partner per organizzare un evento scientifico che ha riunito qui a Roma i più importanti esperti mondiali della materia per affrontare gli sviluppi di un argomento estremamente importante come l’ABP. La Federazione è accomunata alla WADA dagli stessi valori che sottendono la lotta al doping. La credibilità che la FMSI ha conquistato in questi anni ha portato l’Italia ai vertici del contrasto a questo fenomeno, anche grazie al supporto dei NAS e del nostro Laboratorio Antidoping che rappresenta un’eccellenza a livello mondiale. La Federazione continuerà a combattere il doping con la stessa etica e con lo stesso rigore di sempre, nella consapevolezza che la ricerca rappresenta un valore-aggiunto fondamentale”. (SEGUE)