Parma, 7 nov – “Come figlie, anzi” è la cronaca recente (il libro è uscito nel 2017) dell’immigrazione femminile dall’Est Europa, dall’Asia, dall’Africa e dall’America latina. È la storia di undici badanti che raccontano la loro vita nei Paesi d’origine e in Italia. Queste donne, contrariamente alle sarde del dopoguerra, hanno livelli alti di istruzione. Arrivano in cerca di lavoro ma – soprattutto per le europee oltre Danubio – anche dalle violenze domestiche. Molti racconti sono drammatici ma emerge, anche in queste pagine, la capacità di adattamento delle donne e di integrazione nei nuovi contesti. Il sogno di tutte è rientrare nei Paesi natali. L’analisi sociologica appare nella postafazione della sociologa Sabrina Perra dell’università di Cagliari. Giacomo Mameli (Perdasdefogu, 1941) è un giornalista sardo, laureato in Sociologia a Urbino con tesi in Sociologia della comunicazione. Sempre a Urbino ha frequentato la Scuola superiore di giornalismo con una tesi (“Quattro paesi, un’Isola”) discussa con Paolo Fabbri, correlatore Carlo Bo. È autore di molti libri di narrativa e sociologia economica tutti usciti con la Cuec (cooperativa universitaria di Cagliari). Con “La ghianda è una ciliegia”, nel 2007, ha vinto il premio nazionale “Orsello” di letteratura. È direttore artistico del festival letterario “Settesere Settepiazze Settelibri” di Perdasdefogu. (PO / red)