Roma, 8 nov – “Certo – prosegue Mattarella – gli investimenti vanno anche mirati. Ci sono settori che hanno maggiore capacità di innovazione e possono divenire locomotive trainanti per intere filiere, per nuovi settori, per campi produttivi ancora inesplorati. La tecnologia più avanzata, l’automazione, la robotica possono modificare in pochi anni le graduatorie di competitività, e dunque le gerarchie sui mercati. Scommettere sulla qualità e l’intelligenza italiana in settori dove la ricerca è più veloce rappresenta una sfida difficile, ma tante imprese sono pronte ad affrontarle e sollecitano coraggio e decisione da parte delle istituzioni. Occorre coordinare investimenti pubblici, sostegno e incentivi agli investimenti privati, capacità di utilizzo delle risorse europee per interventi strategici sul nostro territorio. Come è evidente, per una crescita del Paese è indispensabile l’apporto della scuola, dell’università, della formazione, della ricerca. La crescita delle conoscenze è sempre stata vettore di sviluppo, oggi forse lo è più che in ogni altro momento della storia. Questo vuol dire che la formazione deve avere un carattere permanente, tale da dare sostanza, e garanzie, a una società in movimento. Purtroppo la mobilità sociale è fortemente ridotta, le fasce di opportunità si stanno irrigidendo, non soltanto in Italia, e questo penalizza tutti. L’apporto dei giovani, con le loro aspirazioni e la loro creatività, è irrinunciabile per un Paese che voglia guardare al futuro. E l’apporto dei giovani è legato alla qualità della scuola.
(sis)
