• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Home page In evidenza top news

“ISIS, IL PERICOLO
CORRE VIA CHAT”

it@withub.it by it@withub.it
11 Novembre 2018
in In evidenza HP, In evidenza top news, Pubblicazione
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Secondo il “Global Economic Crime and Fraud Survey” di PwC, il cybercrimine è la categoria di frode più diffusa in Italia in ambito economico-finanziario. Negli ultimi due anni, è stato il crimine più ricorrente, superando l’appropriazione indebita (42%) e le frodi perpetrate dai consumatori (32%). Tra le organizzazioni vittime di un attacco, il 45% ha dichiarato di aver subito un’offensiva informatica. L’uso della tecnologia difensiva, in Italia, non è così tanto diffuso: solo il 44% delle organizzazioni effettua un monitoraggio continuo, mentre il 25% svolge un’attività di prevenzione. Le minacce, però, oltre a colpire le aziende mettono a rischio, nella vita di tutti i giorni, la sicurezza dell’utente medio a tal punto da essere oggetto di una potenziale campagna terroristica realizzata tramite social network. Arturo Di Corinto, direttore della comunicazione del Laboratorio Nazionale di Cibersecurity, nell’incontro promosso da Cisco in occasione della Festa della Rete, ha affrontato il tema della Cibersecurity, definendola come “quell’insieme di tecnologie, programmi e processi che hanno il ‘compito’ di proteggere i computer e le reti informatiche da qualsiasi tipo di attacco esterno”.  Ciò che, secondo lui, risulta essere più dannoso è proprio l’utilizzo dei social network: “In Linkedin – dichiara l’esperto – esistono le ‘HoneyTraps’, ovvero le ‘Trappole di Miele’: c’è la possibilità che finti manager cinesi contattino un utente, offrendogli di tutto per portarlo nei loro servizi segreti. Tutto ciò, ovviamente, se hanno qualcosa da dare in cambio, come nei casi di professori o ricercatori universitari. Su Instagram, invece, è presente l’Isis con tutti i suoi seguaci, che inviano messaggi e fanno proselitismo. Sui gruppi Whatsapp e sui canali Telegram è pieno di utenti che fanno propaganda sia in funzione terroristica, sia politico-comportamentale durante le elezioni.  Twitter, infine, è devastata dai finti profili. È una consapevolezza comune: prima sembrava che li utilizzassero solo i russi, ora anche iraniani ed arabo-sauditi. Almeno il 20% dei profili, poi, sono fasulli. Fra i social, comunque, quello più a rischio è Facebook, perché è stato pensato per una platea di consumatori di cui vendere l’attenzione agli investitori pubblicitari”.  “Tutti dovremmo staccarci – continua Di Corinto – Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin e Whatsapp: non esiste protezione e, cosa più grave, sono potenziali trappole per gli utenti. Utilizzandole, infatti, si rinuncia alla Privacy e si rimane esposti alle manipolazioni del comportamento automatizzato dei social, degli investitori e di coloro che possono utilizzare dei bug di funzionamento. Non c’è nessuna autonomia, nessuna libertà e non esiste protezione”. “Molti, poi, trovano utile usare i social per svago e per lavoro, tuttavia troppe interazioni sono solo conflittuali. E mi chiederei, inoltre, quante vere amicizie abbiamo costruito su Facebook e quanti abbiano trovato lavoro grazie a Linkedin. Il mio consiglio? Staccarsi dai social, perché non serve a niente. Questa dipendenza fa leva sulle caratteristiche psicologiche del nostro comportamento, perché noi siamo vulnerabili. Quando siamo online siamo appagati dai like, dai commenti e dalle condivisioni perché attivano i circuiti della gratificazione chimico-biologica. Lo smartphone, poi, viene toccato di media 2600 volte al giorno: è come se fossimo ‘drogati’ di informazioni, anche quando queste non hanno nulla di utile nei contenuti. Il nostro è un disperato tentativo di contare qualcosa, di dimostrare che siamo vivi in un mondo dove le gerarchie sociali sono quelle che sono”. Le minacce, inoltre, possono riguardare sia le organizzazioni sia l’utente medio a cui, per esempio, possono venire sottratti dati sensibili come informazioni personali e conti bancari: “in questo caso – spiega Di Corinto – si parla di appropriazione di dati personali, ma anche di furto d’identità. Per quanto riguarda i rischi a cui si è maggiormente esposti ce ne sono diversi. Esistono i ‘ransomware’, comunemente noti come ‘virus del riscatto’ che, limitando del tutto o in parte il dispositivo che infetta, obbliga l’utente a pagare delle cifre in denaro, molto spesso in criptovalute come i Bitcoin, per ritornare in possesso di tutto ciò che era stato bloccato. In alcuni casi, però, pur pagando il riscatto l’utente potrebbe non riacquistare il controllo del proprio dispositivo. Un altro rischio è quello legato al ‘phishing’, una truffa mediante la quale un malintenzionato cerca di ingannare un utente a fornire informazioni personali o, addirittura, dati finanziari o codici di accesso fingendosi un Ente affidabile”. Ma com’è possibile salvarsi da questo tipo di attacchi? “Applicando delle virtuose pratiche di ‘igiene cibernetica’ – conclude Di Corinto – Bisognerebbe fare come quando ci laviamo le mani prima di mangiare. Dobbiamo adottare delle precauzioni: non aprire mai una e-mail proveniente da un indirizzo sconosciuto, mai cliccare su un link poco affidabile, mai aprire un allegato che non ci aspettavamo di ricevere, avere sempre un antivirus, fare una copia di back-up e metterla su un hard disk esterno scollegato dalla rete Internet casalinga, avere una protezione anti-malware, non usare sistemi di Cloud poco sicuri, utilizzare servizi a pagamento per la sicurezza del dispositivo e non quelli gratuiti (che hanno un modello di business basato sulla vendita dei dati personali). Assicurarsi, infine, che i sistemi Windows, iOS o quelli basati sul modello di Linux, siano aggiornati e, quindi, meno vulnerabili agli attacchi”. (11 NOV / red)

 

 

Related Posts

  • Al via
    la Settimana
    della cucina
    italiana nel mondo

    Per festeggiare l’evento ICoN lancia un challenge fotografico diretto a chiunque ami e coltivi la…

  • Musica, al via
    la rassegna
    “Contemporanea”

    (29 apr) Parole e musica all’insegna dell’italianità. E’ tutto pronto a Budapest per la rassegna…

  • Eni, al via
    produzione
    progetto West Hub

    (9 dic) Una cerimonia a Luanda ha dato il via ieri alla produzione del progetto…

Previous Post

“بوكّوني” والأمم المتحدة معا للنظر في الفضاء

Next Post

SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA, IL CINEMA PROTAGONISTA IN SENEGAL

Next Post

SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA, IL CINEMA PROTAGONISTA IN SENEGAL

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.