Roma, 14 nov – Ieri, a Roma, si è celebrato il mezzo secolo di vita del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, fondato nel 1968 da Mirko Tremaglia. Al convegno, che come tema principale ha avuto “Prima di tutto Italiani”, è intervenuto Roberto Menia, segretario generale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. A lui il compito di ripercorrere la storia del Comitato: “E’ stata una bella e nobile storia di questa comunità umana. Per prima cosa, ritengo che sia giusto ringraziare la Fondazione Alleanza Nazionale. In secondo luogo, credo sia corretto partire proprio dal titolo che abbiamo voluto dare all’incontro di questa sera. Un titolo che, anzi, va anche un po’ spiegato. Per fare ciò, partiamo dal fatto che, pochi giorni fa, abbiamo festeggiato il centenario della vittoria nella Prima Guerra Mondiale, forse l’unico anniversario che questo paese dovrebbe festeggiare, perché quello rappresenta l’unico momento nel quale gli italiani vittoriosi hanno consolidato l’unità nazionale. Una unità nazionale fatta di carne e sangue, fatta di anime, di parlate e di dialetti. Con la vittoria nella Prima Guerra Mondiale si può davvero considerare concluso il Risorgimento Italiano. Dunque, questo ‘Prima di tutto Italiani’ è una frase di cento anni fa e che si rifà inevitabilmente a quel periodo. In questo contesto, vorrei anche ricordare un altro grande italiano, Nazario Sauro, una delle figure più belle, più nobili del Risorgimento Italiano. Il giorno prima di morire, Sauro scrisse una lettera dolcissima a suo figlio Nino, nella quale gli annuncia la sua imminente morte e lo prega, al contempo, di amare per sempre la Patria. Quella lettera, così toccante, si conclude con un’esortazione: ‘Ricordatevi che sarete sempre, ovunque e soprattutto italiani. Ecco spiegato dunque, il titolo che fa da sfondo alla manifestazione di oggi. Perché l’amore per la Patria nasce soprattutto quando si vive all’estero’”. (SEGUE)