Roma, 15 nov – L’approvazione della nuova edizione del Messale costituiva l’asse portante della 72ma Assemblea Generale. Come tale non poteva risolversi nell’aggiornamento di un testo liturgico: l’Assemblea Generale ne ha fatto, piuttosto, l’occasione per puntare a un rinnovamento di vita delle comunità ecclesiali come del più ampio contesto sociale. Così, riprendendo i temi dell’Introduzione del cardinale presidente, i Vescovi hanno dato voce alla preoccupazione per un linguaggio corrente tante volte degradato e aggressivo; per un confronto umiliato dal ricorso a slogan che agitano le emozioni e impoveriscono la riflessione e l’approfondimento; per una polarizzazione che divide e schiera l’opinione pubblica, frenando la disponibilità a un autentico dialogo. Ne è un esempio eclatante il modo con cui si affronta la realtà delle migrazioni, scivolando spesso in atteggiamenti di paura, chiusura e rifiuto. A fronte della complessità che un cambiamento d’epoca porta con sé, è emersa la consapevolezza di dover investire con convinzione in proposte formative. Come è stato evidenziato in Assemblea, si tratta innanzitutto di “formare la comunità alla fede, al respiro del Vangelo, alla sostanza dell’esperienza cristiana, nell’avvertenza che una coscienza formata sa farsi attenta e capace di assumersi responsabilità, quindi di spendersi per il bene comune. Se il nuovo umanesimo, su cui si incentrava il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, diventa cultura, sarà più facile superare una visione utilitaristica, nella quale il debole è sentito come un peso e il migrante come uno straniero. E sarà più facile anche trovare parole sapienti con cui affrontare i temi in agenda, relativi al rapporto uomo – donna, al nascere, al soffrire, al fine vita”.
Un ruolo decisivo nella costruzione di una nuova sensibilità nell’opinione pubblica è stato riconosciuto ai media, con il conseguente appello a sostenere e promuovere quelli d’ispirazione cattolica. (red)