Roma, 15 nov – “Il mondo della stampa è in profondo cambiamento. Credo che anche la stampa italiana all’estero debba rendersi conto che c’è stato un cambiamento nell’approccio da parte dei lettori, e deve esserci un cambiamento anche nell’approccio da parte delle modalità di finanziamento”. Lo ha detto a 9Colonne Vito Crimi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, a margine della plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, in corso alla Farnesina. “Oggi vengono finanziati gli editori, che usano i fondi per rivedere i loro bilanci e tenere in piedi l’azienda. Se vogliamo stimolare la ricerca di informazioni dobbiamo trovare altre modalità – prosegue Crimi -. Non è finanziando la produzione di giornali che noi finanziamo la cultura del pluralismo e dell’informazione. La scommessa è trovare altre forme”. “Quando parliamo di tagli dei fondi all’editoria non parliamo di tagli dei fondi al pluralismo – sottolinea il sottosegretario – ma parliamo della revisione delle modalità in cui questi fondi vengono utilizzati, non più nel finanziamento diretto agli editori ma in altre forme, ad esempio finanziando i lettori affinché acquistino prodotti editoriali o forme di partecipazione per incentivare la cultura del pluralismo”. (Sip)